Circola un post che mette in fila cinque cifre sul traffico degli agenti AI: il sorpasso sul traffico umano a maggio, la ripartizione 60,6% contro 39,4%, la previsione di Cloudflare di mille volte più traffico dei bot entro cinque anni, il 450% di traffico in più per compito, i 100 Pbps di centomila satelliti Starlink attribuiti a Elon Musk.
Ho aperto le fonti di ciascuna. Il fenomeno è reale e documentato, i numeri quasi tutti esistono, e quasi nessuno dice quello che il post gli fa dire.
Il sorpasso, e su che cosa
Cloudflare ha dichiarato il sorpasso nella chiamata con gli analisti sul secondo trimestre 2026, il 6 agosto: «For the first time in human history, in Q2, more than 50% of the traffic flowing across Cloudflare’s network was not human». Sul blog aziendale, il 1 luglio 2026, la stessa cosa suona «more than 50% of traffic on the Internet is now non-human», e il comunicato stampa del 13 luglio parla di «roughly 57% of all web requests».
Il denominatore cambia il risultato di venti punti. Le cifre sopra il 50% valgono sulle richieste di contenuto HTML, non su tutto il traffico HTTP, e Cloudflare lo dichiara: «because we are focusing on just HTML content here, the bot and human shares of traffic will differ from that shown on Radar, which analyzes request traffic for all content types». Sulla pagina pubblica di Cloudflare Radar, che conta tutte le richieste, la quota automatica nel 2026 si muove intorno a un terzo. Chi legge il 57% e poi apre Radar trova un numero diverso, ed è la stessa rete.
Il post data il sorpasso a maggio e riporta 60,6% contro 39,4%. La dichiarazione parla del trimestre, l’annuncio di Matthew Prince è del 3 giugno 2026, e quella coppia di percentuali non compare in nessun documento Cloudflare.
Che cosa c’è dentro il traffico non umano
L’ultima scomposizione per tipo di bot pubblicata da Cloudflare è del 2 dicembre 2025, nel Radar Year in Review, sulle richieste HTML: umani 47%, bot non riconducibili all’AI 44%, bot AI 4,2%, Googlebot 4,5%. La parte non umana era quasi tutta automazione tradizionale, e i crawler AI erano una frazione di un ventesimo.
Per il 57% del 2026 una scomposizione equivalente non risulta pubblicata. Quindi la frase «gli agenti AI hanno superato gli umani» non ha, oggi, una misura che la sostenga: quello che ha superato la metà è il traffico non umano nel suo complesso. Sui soli crawler Cloudflare pubblica lo scopo dichiarato: a giugno 2026 il 52% delle richieste è per addestramento, contro il 22% della primavera 2025, e oltre il 36% è classificato come misto.
Le due proiezioni a mille
Nella stessa chiamata del 6 agosto la frase completa è: «with the big caveat that I have called it wrong at every point along the way, if the current trends continue, we think in five years, non-human traffic will be as much as 1,000 times as much as human traffic».
Il post ne conserva il numero e lascia cadere tre cose: la condizione, il tetto (as much as, non «pari a»), e il soggetto, che è il traffico non umano e non i bot. La cifra non compare nel comunicato dei risultati né sul blog: sta solo nella parte parlata. Le trascrizioni che ho letto la attribuiscono all’amministratore delegato Matthew Prince, alcune testate al direttore finanziario Thomas Seifert.
Esiste poi un secondo «mille volte», di marzo 2026, che misura una grandezza diversa: al SXSW Prince ha detto che per un compito su cui una persona visiterebbe cinque siti, l’agente ne visita «1,000 times the number of sites». Uno è il rapporto fra volumi aggregati fra cinque anni, l’altro l’intensità di un singolo compito. Vengono scambiati spesso.
Il 450% e il 9x
Le due cifre vengono dallo stesso documento, il report Cisco AI Impact on Wide Area Networks del maggio 2026, e appartengono a due categorie diverse.
Il 450% è «up to 450% more total traffic […] per task when performed by an agent», e la figura 7 lo ricava da un test unico: un agente, l’Open Deep Research di LangChain, su un compito di raccolta di informazioni pubbliche, 44 fonti visitate, 26,8 MB di traffico complessivo. Il termine di paragone umano non è misurato in nessun punto: il report scrive che il traffico sarebbe «much larger than the network traffic generated if the same task was performed manually by a human», al condizionale e senza cifra. È un tetto osservato su un caso, con un denominatore che il documento non dichiara.
Il 9x è marcato due volte come «Source: Cisco model», riguarda il traffico aziendale e ha orizzonte 2035. Nello stesso report il traffico agentico misurato oggi è definito «currently small but growing fast». Accostare le due cifre, come fa il post, suggerisce che siano entrambe osservazioni: una è un test di laboratorio, l’altra una proiezione.
Cisco vende apparati di rete, e lo strumento con cui è stata fatta la parte misurata del report è un suo prodotto a listino. Il documento non dichiara campione, varianza né dati grezzi.
I 100 Pbps
Questa cifra non è di Musk. Il 9 agosto 2026, alle 19:43 UTC, Aaron Burnett scrive su X che «100,000 V3 Starlinks equals 100 Pbps». Un’ora dopo, alle 20:45, Musk interviene nello stesso thread con un’altra frase: «AI agentic Internet traffic will obviously VASTLY exceed human usage. Not a close call at all. Cloudflare’s forecast is accurate». Nessuna cifra in petabit, e il dato che avalla è di Cloudflare.
La moltiplicazione in sé torna, perché il satellite V3 è progettato per 1 Tbps di downlink. Somma però la capacità di targa di una costellazione che non esiste. SpaceX ha depositato alla FCC il 30 giugno 2026 la domanda per un massimo di 100.000 satelliti Gen3; l’autorizzazione in vigore, del 9 gennaio 2026, si ferma a 15.000. In orbita ad agosto 2026 ci sono circa 11.000 satelliti Starlink e nessun V3 operativo. Nel prospetto S-1 depositato alla SEC il 20 maggio 2026 SpaceX dichiara «over 700 Tbps of cumulative downlink capacity»: 0,7 Pbps, circa un centoquarantesimo della cifra citata, e quella è una dichiarazione che risponde davanti alla SEC.
Il numero che manca
Il post costruisce l’asimmetria sui volumi. Quella che si misura riguarda lo scambio: quante pagine un operatore preleva per ogni visitatore che rimanda indietro. Cloudflare pubblica la metrica dal 1 luglio 2025, e nella serie mensile del 2025 il rapporto di Anthropic scende da 286.930 a 38.066 fra gennaio e luglio, quello di OpenAI da 1.217 a 1.091, quello di Google sale da 3,8 a 5,4.
Due avvertenze stanno nella fonte stessa. Il rapporto è un aggregato di rete e cambia molto per settore: nella settimana dall’1 al 7 agosto 2025 Anthropic vale 50.000:1 senza filtro e 2.500:1 sul settore notizie, che è il settore di cui si discute. E il denominatore non conta i rimandi dalle applicazioni native, che non inviano l’header Referer — Cloudflare lo scrive per Claude — quindi il rapporto è gonfiato proprio per gli operatori usati soprattutto in app.
Per il 2026 quei rapporti per azienda sono finiti dentro Radar e un cruscotto riservato ai clienti Enterprise. Le cifre 2026 che circolano nei riassunti non hanno una fonte primaria: per Anthropic se ne trovano almeno cinque diverse riferite allo stesso trimestre, da 2.237:1 a 10.300:1, tutte attribuite a «Cloudflare Radar» senza indirizzo né data di lettura.
Sul versante di chi arriva, Chartbeat misura le pagine viste dalla ricerca Google in calo del 34% fra dicembre 2024 e dicembre 2025, con gli editori piccoli a -60%, e i chatbot sotto l’1% delle pagine viste: una crescita del 200% su una base inferiore all’1% non compensa. È lo stesso fenomeno visto dal lato di chi pubblica.
Gli strumenti che esistono
Chi volesse regolare quel traffico ha oggi due leve dichiarative, e nessuna delle due vincola.
Il primo fronte è la dichiarazione delle preferenze. robots.txt è standardizzato da RFC 9309 dal settembre 2022 e il testo dice di sé che non autorizza nulla: «These rules are not a form of access authorization». Il gruppo IETF AI Preferences lavora a un vocabolario per esprimere preferenze d’uso, ma il documento che definisce come attaccarle al contenuto, draft-ietf-aipref-attach, è fermo alla revisione 04 dell’ottobre 2025 ed è scaduto. Su 200.000 domini misurati da Cloudflare ad aprile 2026, il 78% ha un robots.txt e il 4% vi dichiara preferenze d’uso AI.
Il secondo fronte è l’identità di chi bussa. Il mattone crittografico è uno standard pubblicato, RFC 9421 del febbraio 2024, ma il gruppo IETF Web Bot Auth ad agosto 2026 non ha adottato alcun documento, quindi chi implementa segue una bozza individuale. Google firma alcuni agenti e definisce la cosa sperimentale; l’agente di ChatGPT firma e pubblica le proprie chiavi, mentre i crawler di OpenAI continuano a identificarsi con User-Agent e intervalli di indirizzi; su AWS la funzione è in anteprima e disattivata di default.
I due fronti risolvono problemi disgiunti, e nessuno dei due risolve il rispetto delle preferenze: un agente può firmare le proprie richieste in modo crittograficamente ineccepibile e ignorare integralmente quello che il sito dichiara. Lo scrivono le fonti stesse, RFC 9309 e la documentazione AWS. Resta il problema di riconoscere un agente prima di poterlo fermare, che è dove sta il vincolo operativo.
Limiti
Tutte le quote citate vengono dalla rete di un solo operatore, e la composizione dipende dai siti che quell’operatore protegge: non sono misure del web. La scomposizione per tipo di bot che uso è al 2 dicembre 2025, quindi sulla parte agentica del 57% del 2026 non dico nulla, perché il dato non è pubblicato.
La trascrizione ufficiale della chiamata del 6 agosto non l’ho letta: ho lavorato su due trascrizioni di terzi che coincidono parola per parola sul passaggio citato, e che restano discordi dalle testate sull’attribuzione a Prince o a Seifert. Il PDF di Cisco risponde 403 ai client che non sono browser e l’ho letto da una copia della Wayback Machine. I post su X non li ho aperti direttamente, perché il sito risponde 402: i testi vengono dall’indicizzazione dei motori e gli orari sono calcolati dagli identificativi dei post. La domanda depositata alla FCC non l’ho letta nel testo integrale, solo il numero di pratica e le citazioni riportate da due testate di settore.
- https://blog.cloudflare.com/agentic-internet-bot-report/
- https://blog.cloudflare.com/radar-2025-year-in-review/
- https://www.cloudflare.com/press/press-releases/2026/cloudflare-introduces-precursor-one-click-behavioral-defense-against-modern-bots/
- https://blog.cloudflare.com/ai-search-crawl-refer-ratio-on-radar/
- https://blog.cloudflare.com/crawlers-click-ai-bots-training/
- https://blog.cloudflare.com/ai-crawler-traffic-by-purpose-and-industry/
- https://blog.cloudflare.com/agent-readiness/
- https://blogs.cisco.com/sp/the-impact-of-ai-on-wide-area-network-traffic-we-need-to-talk
- https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1181412/000162828026036936/spaceexplorationtechnologi.htm
- https://docs.fcc.gov/public/attachments/DOC-417881A1.pdf
- https://planet4589.org/space/con/star/stats.html
- https://www.rfc-editor.org/rfc/rfc9309.html
- https://datatracker.ietf.org/doc/draft-ietf-aipref-attach/
- https://datatracker.ietf.org/wg/webbotauth/documents/
- https://lp.chartbeat.com/hubfs/Chartbeat-Report-2026Q1.pdf
Immagine di copertina: contatore stradale a tubo pneumatico, foto di Z22, 2015 — CC BY-SA 4.0 — https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pneumatic_road_tube_counter.jpg